L’ ARTE: FEDELTA’ CREATIVA
L’ uomo, da sempre, imita o sfida il Mistero, quell’invisibile quid che permette la vita e la morte, che gioca a nascondersi ma che spesso o raramente non so rompe anche il velo e si lascia vedere, almeno di spalle. Nasce così il tipo di arte di cui ci occupiamo qui. E’ quell’arte magnanima che dialoga, a schiaffi o carezze, con l’invisibile quando apre la finestra su di sé. Ci interessano le parole, i suoni, i colori (mescolati a materia perciò resuscitata) che possano dire, parafrasando Dante: in quella parte del libro della mia memoria, prima del quale poco varrebbe la pena di leggere, c’ è un’epigrafe che dice: “Incipit vita nova”. E’ un’arte fedeltà creativa: che non imita, né adora, né uccide. E’ un’arte che parla poco e bene, con occhi raggiunti da lacrime o sorrisi, per dirci: adesso tocca a te.
La rosa dei venti: nord e sud, est e ovest. Sabillón e Shibata, Sala Faustinelli
Il calvario ceceno, di Z. Ghashaeva, G.Fornoni, L.Senigalliesi, Scuola Media
La gente di Baghdad, Sala APT
Lotta sporca, Sala APT
Le petit prince, Hotel delle Alpi