Comunicati Stampa

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Pubblicazioni del 4 e 5 Agosto sul quotidiano Avvenire



7 agosto 2009 | “Come l’uom s’etterna: l’umiltà origine e destino dell’uomo” | download .pdf

Alle conclusioni, il 7 agosto, erano presenti molti dei relatori del Tonalestate. Nei loro saluti, unanimamente, hanno espresso lo stupore per l’ambiente d’onesto ascolto, e libera e seria testimonianza, che ha consentito di verificare la possibilità dell’unità delle persone.
Maggiore è la consapevolezza del dramma del mondo, e anche dell’inutilità della competizione. Il pensiero, la cultura, il dialogo e l’ascolto dei bisogni e delle attese di uomini e popoli possono costruire i ponti di cui in questi giorni del Tonalestate si è fatta esperienza.
Le cose più preziose che ci sono nel mondo come l’amicizia, sono gratuite ma richiedono la responsabilità di rapporti di comunione e la fortezza per farli fruttificare in opere e iniziative di ricostruzione dell’umano.
Se quest’unità è voluta, l’uomo porrà nel sociale una libertà dal limite del male, optando per un inizio nuovo che, non potendo essere dedotto dai condizionamenti dell’ordine finora esistente, lo pone in unità con gli altri uomini nel modo di una compagnia che è amore al destino mio e dell’altro e che non è strumentalizzazione ma riconoscimento di una comune, misteriosa e grande dipendenza.


6 agosto 2009 | “Honduras: sanguina nuovamente una ferita del mondo” | download .pdf

I lavori seminariali di questa mattinata del 6 agosto sono stati occupati dalle esperienze di diverse situazioni di mancato rispetto dei diritti umani. L’America latina è presente al Tonalestate con studenti salvadoregni, messicani, venezuelani, esponenti di associazioni e volontari in progetti di solidarietà. Grande commozione ha suscitato l’intervento di un giovane e fiero professore dell’Università di Tegucigalpa, in Honduras che ha raccontato della sua terra tra vecchie ferite e nuove urgenze create dal colpo di stato.
Si è annunciato con le parole che testualmente riportiamo: “Lo que hoy explicare, no sólo es el fruto de mi vivencia directa y concreta con los hechos, tratare también, de dar un juicio a través de una educación continua hacia el reconocimiento del “otro” come complemento de mi “yo” verdadero”.
La situazione di povertà del piccolo Stato è tra le più gravi della regione, seconda solo ad Haiti; si perpetuano diseguaglianze nella gestione della sanità, dell’educazione, della sicurezza tra pochi ricchi che possono godere delle tecnologie, delle strutture e della assistenza sociale e una grande maggioranza di cittadini tenuti lontani da tutto ciò che serve al vivere con dignità. Mancano i medicinali o arrivano negli ospedali pubblici scaduti, i bambini, invece di frequentare la scuola primaria, vivono per le strade per guadagnare ciò che serve alla famiglia; molti giovani honduregni muoiono per le strade magari per difendere un cellulare. L’indifferenza verso questa situazione pone già qualcuna delle spiegazioni a quanto è accaduto il 28 giugno scorso quando la capitale si è svegliata senza energia elettrica, con i supermercati chiusi e l’inizio di una battagli urbana combattuta con le pietre. I mezzi di comunicazione sono stati censurati e militarizzati, ragazzi sono morti, persone sono scomparse. E’ recentissima la notizia che i militari sono entrati anche nelle università. La sofferenza, già così presente tra la gente, si acquisce, ma il Relatore ringraziava di aver potuto ascoltare, lui stesso e i suoi ragazzi, le testimonianze da Gaza, dall’Irlanda, dal Giappone perché hanno fatto conoscere quanti lavorano infaticabili perché non venga meno l’attenzione all’uomo. In questa iniziativa, umile e troppo sconosciuta, sta il seme della giustizia che gli uomini pretendono. “Yo con mis amigos y familia regresaremos a Honduras sabiendo tal vez que la situatión ha empeorado, pero atraídos de algo misterioso, responsablemente, somos llamados a ester ahí, en compañía, sabiendo que sin el orto yo no estoy completo.”


6 agosto 2009 | “Il silenzio è tradimento.” | download .pdf

Una grande immagine del “Caino e Abele” di Chagall fa da fondale ai Relatori di Tonalestate. La scena è di tremenda attualità sulla Terra.
Quale storia volete conoscere? - ha chiesto il rabbino Jeremy Milgrom al folto pubblico di questa terza giornata dei lavori dell’happening 2009. I fatti di Gaza e la realtà della Terra definita “santa” sono stati raccontati dalle esperienze dirette di Donald Moore, Jeremy Milgrom, Michel Warchawski, Daniel Rossing, Samah Jabr.
Sono passate immagini che i média non hanno ripreso e le parole che le commentavano o le storie che dolorosamente (ma anche raccontate con l’ironia teatrale, da cantastorie, come si è definito il dott. Milgrom) ne seguivano hanno denunciato l’immensa violenza dell’operazione piombo fuso contro chi non è considerato un essere umano. Forse, come ha detto Donald Moore, anche in questi giorni dobbiamo parlare con umiltà, sapendo che la nostra visone rimarrà sempre limitata e incerta, ma abbiamo la responsabilità di denunciare la violenza ingiusta dell’uomo sull’uomo, la verità del dolore, dell’oppressione, della barbarie. Le voci di stamattina si sono alzate per dire ai partecipanti del Tonalestate e al mondo i fatti che non si conoscevano e per spiegare gli orrori delle logiche coloniali che impegnano ancora l’azione politica.
Francis Brolly che raccontava del felice esito del dialogo di riconciliazione in Irlanda, e la storia di un ragazzo giapponese emigrato in America per sfuggire alla politica imperialista del suo Paese alle soglie del secondo conflitto mondiale, raccontata dalla professoressa Kaoru Yoschimi, hanno potuto farci riconoscere parte di un unico mondo e di un’unica speranza, denunciando la menzogna della contrapposizione tra il mondo civilizzato e quello della barbarie e del terrore e consegnando la certezza che c’è sempre una possibilità quando gli uomini non accettano nel proprio cuore la violenza e la rassegnazione: per essa è necessario lavorare, conoscere, lottare, creare unità tra gli uomini. Qualcuno dei ragazzi che seguono i lavori raccoglieva una frase delle relazioni e commentava che gli sembrava di aver acceso una piccola fiammella dentro di sé, una inquietudine per il destino dell’umanità e, forse, questo ha reso il buio meno profondo.


5 agosto 2009 | “terre da costruire” | download .pdf

Gian Guido Folloni è stato relatore, in mattinata, della attuale situazione socio politica mondiale con un intervento che ha guardato alla crisi internazionale e ai cambiamenti che si rendono inevitabili riguardo al governo mondiale. La prospettiva da cui guardare è sicuramente globale; il sistema che ha retto i rapporti internazionali dalla fine della seconda guerra mondiale basata sul concetto di un centro e di una periferia del mondo è collassato. C’è stata una rapidissima ascesa di molti di quei Paesi che sono stati definiti sottosviluppati poi emergenti e che oggi chiedono di essere autori di prima grandezza. Il vecchio centro del mondo invecchia e nelle “vecchie periferie” cresce la forza lavoro. Cresceranno le aree urbane di questi Paesi. La crisi finanziaria, portando alla luce la deflagrazione di un sistema colonialista, è stata la pietra tombale del progetto di governare il mondo da un Centro. Quale mondo verrà? Molti errori si possono ripetere se non si abbandona definitivamente la logica del governo centrale. In questo tempo, continuare a sbagliare può portare a conseguenze drammatiche. E’ indispensabile abbandonare l’idea che ci sia un popolo privilegiato che si trasporta dietro il mondo ed è indispensabile riconoscere ai popoli, tutti, la capacità di prendere in mano il loro destino. I paesi ricchi possiedono un surplus che non gli appartiene  e tutti viviamo su una terra sempre più calda, piatta e affollata. Il nostro destino ci riguarda direttamente. Iniziative culturali come quella del Tonalestate sono essenziali perché la cultura anticipa sempre rispetto a una politica pigra e sorda.
Samah Jabr è un medico psichiatra palestinese; opera negli ospedali di Betlemme e Ramallah. La sua è stata una testimonianza personale ricca di episodi vissuti in prima persona nei Territori. La vita delle gente comune a contatto quotidiano con la violenza sta diventando cronica: povertà, disoccupazione, soldati ogni giorno sulla porta di casa, atrocità di ogni genere hanno ingenerato la perdita della volontà di relazione. Quali possibili fondamenti per la pace? Nessuna volontà di riparazione esiste attualmente; nessuna volontà di riconoscere uno Stato a chi su quella terra è nato e alla sua cultura. I palestinesi, per bocca di questa giovane donna, chiedono una cultura multietnica che possa spegnere l’orgoglio degli occupanti e lasciarsi alle spalle le umiliazioni subite per gli occupati.
Le sue battute finali sono state tramite di un dolore fiero della volontà di non compiacersene, piuttosto carico di volontà di resistere e realizzare il sogno della libertà e della giustizia per un popolo antichissimo che ha diritto di convivere con gli altri popoli della terra.


4 agosto 2009 | “Nel tempo si prepara l’eterno.” | download .pdf

Sua Eccellenza Claudio Maria Celli è il Presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. Soffermandosi sul rapporto con le nuove tecnologie della comunicazione, ha individuato necessità fondamentali dell’uomo del nostro tempo, soprattutto dei giovani, che sentono più marcato l’anelito di essere in amicizia con i propri simili, e di rendersi presenti sulle reti virtuali. Molti sono i rischi e certamente la dimensione del dialogo necessita di una attenzione più profonda al contenuto delle “relazioni digitali”. Se in questi strumenti è certamente presente un pericolo, più evidente appare anche che la natura umana è predisposta alla socialità in quanto l’uomo è fatto ad immagine di un Dio che ama comunicarsi, darsi, creare comunione con i propri simili: “il Dio dei cristiani è un Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo che vivono in un’eterna e profondissima comunione di amore”. Un’armonia di comunione abita quindi la profondità umana così all’uomo è necessario l’altro uomo; si tratta di un riconoscersi fondato sulla comune origine e sul comune destino. Occorre obbedire al nostro cuore e lavorare per l’amicizia ideale e operativa tra gli uomini.
Nelle giornate del Tonalestate, ogni anno, c’è l’incontro tra i rappresentanti delle diverse fedi religiose. Anche quest’anno è arrivato il Rettore della Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur. La sua riflessione, partita dal tema evolutivo, ha spiegato che la chimica del DNA non è molto diversa tra le diverse specie animali terrestri; nell’uomo c’è qualcosa che lo trasporta al di là delle pure leggi della materia. Vi è la necessità che il sacro trovi spazio nelle relazioni umane eppure, con sofferenza, constatava che siamo in un tempo di oscurità totale del senso e dello spirito. Il suo auspicio è che le fedi sappiano nuovamente condurre gli uomini nella profondità della loro natura, abitata dallo spirito, affinchè l’umanità salga verso l’ordine superiore che permette la riconciliazione delle culture.
Tale indicazione è venuta anche da Daniel Rossing, ebreo, Direttore, a Gerusalemme, del Center for Jewish- Christian Relations, il quale sente la riconciliazione come un bisogno centrale dell’umanità: gli uni parte degli altri in un dialogo che può reintegrare l’uomo nell’armonia per cui siamo creati.
Il rabbino Jeremy Milgrom fa parte di Rabbis for Human Rights. La sua testimonianza si è incentrata sul bisogno di giustizia perchè il dialogo interreligioso è impossibile al di fuori della difesa del valore della vita umana che viene continuamente violata nella terra in cui abita.
Vivendo ed agendo nella storia, l’uomo si sente messo insieme agli altri uomini, scopre ciò che ha di comune con l’altro uomo e si rivela la voce che è ugualmente presente in ognuno; si scopre il cuore che l’altro ha uguale al tuo e vengono alla luce le evidenze che si hanno in comune. Seguendo tale unità è possibile vivere la condizione umana senza lasciarla sfigurare dalla violenza dei vari poteri che ci riportano a un eterno selvaggio.


4 agosto 2009 | “El hombre es basura, pero basura divina” | download .pdf

Tonalestate 2009 è già entrato, nella sua giornata inaugurale, nel vivo della propria riflessione con una mattinata che ha visto le voci del Card. Giovanni Battista Re, del professor Francisco Prieto e del rabbino Daniel Rossing.
Nella debolezza umana dalla quale può derivare tutto il Male che sappiamo abita una grandezza che rivela un mistero costitutivo originario. Cosa è dunque l’uomo? Sono le prime battute dell’intervento del Cardinale Re il quale ha proseguito dicendo che tale domanda mette in luce le profonde differenze che esistono tra gli uomini ma anche una radicale unità all’origine del loro essere. Tutta la potenza è stata consegnata loro perché dominino sulle altre creature: occorre avere coscienza della responsabilità che ne deriva. Cristo solo ha rivelato l’uomo a se stesso, portando con la sua vita la spiegazione al mistero del loro essere e quindi colmando il loro desiderio di bene, cioè di felicità inestirpabile dal loro vivere. Sua Eminenza non ha negato che riemergono rigurgiti razzisti che negano una dignità all’uomo come tale, ma ha anche indicato il crescere della persuasione e della consapevolezza che le culture e le civiltà, se in dialogo, possono arricchire tutta l’umanità creando vero sviluppo.
In profonda sintonia, il professor Prieto, aggiungeva che “il mondo si sta evolvendo verso un’esistenza indifferenziata, fuori da un sistema di idee e di credenze e, lontano dalle mode collettive, nessuno ha niente a cui appartenere e, di questo passo, non ci saranno nel mondo poliziotti sufficienti a garantire la convivenza. Il mercato seppellisce i valori oggettivi e sempre meno si vuole offrire la vita per essi. La via per l’eternarsi umano è dare la vita, prendersi la responsabilità di una paternità riconoscendo che non siamo sufficienti a noi stessi. Un Dio creatore scioglie le briglie all’evoluzione affinchè l’uomo scopra i valori superiori che diede alla luce, nella notte dei tempi, quando assunse la libertà”.
Daniel Rossing dirige il Jerusalem Center for Jewish-Christian Relation. Il suo è stato un racconto molto ricco che ha spiegato le ragioni delle difficoltà che si interpongono a una riconciliazione per rendere possibile la pace. I simboli delle tre fedi, le parole che vanno riviste in un linguaggio comune, le appartenenze giudicate sulle maggioranze che creano, le sofferenze che reciprocamente ci si è inflitti, il sogno di una terra promessa e perfino profonde comunanze sono alcune di tali ragioni di incomprensione. Con uno sguardo lucido e sofferente ma anche profondamente compromesso con la realtà che vive, Daniel Rossing diceva di temere la ricerca di piccoli confini nei quali sentirsi liberi proteggendo piccole differenze e uccidendo quanto accomuna. Il tracciare tale confini sulle mappe geografiche, come hanno cercato di fare accordi di pace come quelli di Oslo, non porterà alla pace. Il dialogo è irrinunciabile e deve partire dall’apprezzamento dell’altro non sopprimendone le differenze e sapendo delle sofferenze e dei drammi che gli altri hanno subito. Infine ha citato gesti concreti, non sbandierati né trionfali, in tale direzione come il pellegrinaggio di ebrei, cristiani ed arabi mussulmani , ad Auschwitz .organizzato da Emile Shoufani, archimandrita di Nàzaret.


3 agosto 2009 | “Tu Pais: l’America Latina.” | download .pdf

Dalle Università UCA di San Salvador (El Salvador), UNAH di Tegucigalpa (Honduras) e UNAM di Città del Messico (Mexico) sono arrivati al Passo del Tonale studenti e docenti per partecipare ai seminari del Tonalestate 2009.
I ragazzi hanno insegnato ai coetanei europei e giapponesi un canto tradizionale: “hay un pueblo que te llama y al que debes atender, hay un pueblo que te grita quédate”. Un popolo ti chiama di cui devi prenderti cura; un popolo ti grida di rimanergli accanto. E’ lo scopo per il quale sono venuti.
Uno dei docenti honduregni, che ha anticipato qualche notizia della grave situazione del suo Paese dopo il colpo di Stato, diceva delle molte ferite dei popoli latinoamericani (sanità, povertà e mancanza di infrastrutture, sfruttamento delle risorse da parte di stranieri, malnutrizione) ma ha raccontato altresì della costruzione di opere tra i giovani universitari che servono a una maturazione culturale per far crescere nella società un dialogo sincero e una passione fattiva per l’uomo. Altri esponenti dal Messico e da El Salvador hanno dichiarato che : “solo l’inerzia, la pigrizia, la paura, la meschinità possono rinchiudere in angusti spazi individualistici e in scellerate politiche discriminatorie. La condivisione dell’altro e la convivenza vera con lui sono indispensabili perché costitutive dell’essere uomini”. Non si tratta unicamente di ideali; piuttosto questi uomini parlano di un’unità operativa piena del desiderio di costruire una nuova civiltà. I racconti di questa operatività sono documenti di scuole, ambulatori medici, centri culturali di approfondimento e giudizio politico nel senso più radicale e autentico: conoscenza del bisogno umano nell’ascolto reale di chi lo esprime e del modo in cui lo fa; conseguente, decisa, paziente e umile lotta comune per sopperirvi. Lotta che richiede il coraggio di cercare le soluzioni alla fatica di vivere anche là dove a molti sembra impossibile.


30 luglio 2009 | "PRESENTATO il TONALESTATE 2009" | download .pdf

Il Presidente dell’Associazione Tonalestate, Maria Paola Azzali, ha presentato a Reggio Emilia (Italia) il Convegno 2009.
“Caino e Abele” di Marc Chagall sono l’immagine di quest’anno del decennale in cui ci si propone di cercare “come l’uom s’etterna”.
La cieca e immotivata violenza sul fratello sono le stesse del nostro evoluto tempo in cui il tracollo del Nord del mondo rischia di accrescere la devastazione sull’intero pianeta.
Seppur l’uomo mantenga una naturale “bestialità” del proprio vivere e nella convivenza sociale, qualcosa si agita in lui che lo sospinge verso un ordine superiore più giusto: il bene è rincorso con una insopprimibile domanda o con un grido lacerante o con l’alacre ricerca di uno stato migliore.
Se non esiste nessuno che ode la voce, perché la voce esiste?”
Il programma è molto nutrito: la scienza, la filosofia, la fede, l’azione  e le testimonianze di diverse aree del mondo nella testimonianza di uomini portatori di una speranza di futuro.
Le loro biografie sono sul sito www.tonalestate.org. La loro partecipazione non si esaurirà in una lectio magistralis, ma sarà occasione di confronto, ascolto e conoscenza reciproca e metterà di fronte a un pubblico di giovani studenti, ricercatori, volontari e famiglie in vacanza. L’happening di Tonalestate è il punto di partenza per un approfondimento che durerà un intero anno nei Centri culturali, Università e Associazioni ai quattro angoli del mondo.


28 luglio 2009 | “Hombres nuevos: unica via” -  Il caso dell’Honduras | download .pdf

La mostra “Gracias a Dios, La Moskitia” del fotografo Nanni Fontana porta a Tonalestate 2009 il volto della minoranza che vive nella regione nord orientale dell’Honduras, nella riserva del Rio Platano. Il 75% della gente vive al di sotto della soglia di povertà.
Quitzè Sabillon è un giovanissimo artista honduregno che ha terminato i suoi studi di specializzazione in Italia. Espone a Tonalestate i propri disegni a carboncino e inchiostro in una panoramica dal titolo “De la cruel morte”.
Le vicende politiche di questi giorni aggiungono nuove sofferenze a un Paese già molto provato dalle passate catastrofi naturali. In questi momenti è ancora più evidente che un mondo di potenti muove la realtà al di sopra e non curante degli uomini, al punto che il singolo ei popoli non hanno più alcun valore.
Il sistema sociale dei Moskitos, con la stretta appartenenza dei singoli alla comunità, difende e salva l’identità indios e testimonia che nessun potere, neppure quello illustrato nell’uomo contemporaneo di Quizè Sabillon, può possedere un popolo se non è esso stesso che gli si concede nel cuore.
Nanni Fontana. “Gracias a Dios, La Moskitia”. Passo del Tonale (TN)-sala APT, dal 4 al 7 agosto 2009. Ingresso libero.
Quitzè Sabillon “De la cruel morte”. Ponte di Legno (BS)- sala consigliare, dal 4 al 7 agosto 2009. Ingresso libero.


27 luglio 2009 |“cantare il sublime” | download .pdf

Perché l’uomo vive nella disperazione, al buio e grida aiuto? Perché devo lottare? Perché soffrire e morire? Perché amare e sperare?
Un grande concerto del Coro Gospel “Gruppo Comunità Viva di Terzolas” è programmato per giovedì 6 agosto al teatro Tenda di Passo del Tonale con inizio alle ore 21,30.
Il canto che nasce dall’umiliazione di un popolo vissuto come schiavo fuori dalla sua terra, perseguitato e sfruttato, esprime la domanda di giustizia verso un dio che possa ascoltare il proprio grido. La stessa domanda di significato per il vivere del premio Nobel Pär Lagerkvist che accompagna l’edizione 2009 del TONALESTATE dal 4 al 7 agosto prossimi al Passo del Tonale (TN) e a Ponte di Legno (BS).
In un momento in cui la violenza sull’uomo sembra evocare un primitivo selvaggio, anche il canto ripropone l’eterna domanda della piena realizzazione umana nel rispetto reciproco, nella pace e nella lotta per un vero progresso.


24 luglio 2009 | “Romania. la scuola di musica classica del Maestro Iulian Trofin - Concerto per pianoforte.” | download .pdf

“La Fondazione culturale umanitaria “Iulian Arcadi Trofin” nasce nel 2004 a Budesti, in Romania, per sostenere l’educazione scolastica e la formazione professionale dei ragazzi del villaggio e, contemporaneamente, supportare le famiglie in difficoltà con diversi progetti sociali e culturali. (info: www.arcaditrofin-foundation.org).
La musica è il linguaggio privilegiato delle iniziative del Fondatore. Il Maestro Iulian Trofin segue personalmente giovani musicisti con corsi di diverso livello. Per loro è stato ideato il progetto “Musica in amicizia” che ha consentito l’esecuzione di concerti in diversi Paesi europei e negli Stati Uniti.
Il 4 agosto prossimo, nella giornata inaugurale del Tonalestate 2009, presso l’hotel Mirella di Ponte di legno (BS), Marius Vasile Mantale e Adrian Cojocariu  si esibiranno in un concerto di musica per pianoforte. Inizio spettacolo alle ore 21,30. Ingresso gratuito.


23 luglio 2008 | "al via il TONALESTATE 2009" | download .pdf

“Tonalestate è il nome del Congresso Internazionale, quasi una Università d’estate, che si svolge, puntuale, ogni anno, in Italia, tra Brescia e Trento, a Ponte di Legno e Passo del Tonale.
Tale assise, riconosciuta a livello scientifico internazionale, offre l’occasione a circa duecento giovani che provengono da diversi Paesi del Nord e del Sud del mondo, di differenti culture e condizioni sociali, di incontrare eminenti personalità del mondo religioso, scientifico, artistico, letterario, sociale e del volontariato.
TONALESTATE, in questo 2009, dal 4 al 7 agosto, interviene nel dibattito suscitato dalla ricorrenza darwiniana con una domanda mediata da una celebre terzina del XV canto dell’inferno dantesco: “come l’uom s’etterna”?
Nella sola giornata inaugurale, sono attesi, tra gli altri: Giovanni Battista Re Prefetto della Congregazione per i Vescovi); Daniel Rossing (direttore del Jerusalem Center for Jewish-Christian Relations); Francisco Prieto (scrittore e storico, Città del Messico); Lidja Yusupova (associazione Memorial, Mosca); Saad Hanna (padre della chiesa caldea in Iraq). In chiusura della mattinata il saluto e la lettura dei messaggi augurali da parte del Presidente dell’Associazione Tonalestate, Maria Paola Azzali.